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San Leo: …ma qui convien ch’om voli |
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Questo articolo racconta di un borgo arroccato su di una roccia imponente, da sempre utilizzato, per la sua naturale propensione geologica, come arcigno baluardo difensivo.
Per incontrare i suoi primi abitanti dobbiamo risalire agli Umbro-Sabelli, popolazioni di ceppo indoeuropeo, trasferitesi in Italia dall'Europa Orientale e Centrale in varie ondate migratorie. Questi poi si lasciarono assorbire dall’invasione dei Galli, i quali a loro volta furono sconfitti e cacciati dai Romani.
L’antico borgo posa su di una roccia di forma romboidale, di formazione calcareo-arenacea, risultato finale delle trasformazioni causate dalle principali fasi tettoniche che hanno portato alla costituzione dell’Appennino Settentrionale.
Questo antichissimo avamposto umano celebra, con la sua inerpicata posizione, non solo una storia di guerra, ma anche di religione; le alture nel passato, proprio per la loro caratteristica di inaccessibilità, erano votate alla sacralità, al divino, luoghi dove gli dei si ritrovavano e decidevano le sorti dell’umanità, delle vere e proprie abitazioni, che nel tempo si trasformeranno in bellissimi templi, come d’altronde avvenne nella stessa altura di San Leo.
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San Leo: antichi sacrifici pagani e alchimie del Conte Cagliostro |
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La nostra visita a San Leo prosegue, entriamo insieme in paese e continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei segreti e delle magìe di questo incantevole borgo...
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Il Perseo e l’autoritratto nascosto |
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La Loggia dei Lanzi- Il Perseo e l’autoritratto nascosto
Altro interessante segreto da scoprire nella Piazza della Signoria si trova all’interno della Loggia dei Lanzi, a destra della piazza, detta dei Lanzi perché qui vi si accamparono i Lanzichenecchi nel 1527 di passaggio verso Roma. Queste truppe vennero impiegate durante il sacco di Roma del 1527 ordinato dall'imperatore Carlo V, un evento molto importante perché di fatto segnò la fine dei fasti dell'epoca rinascimentale in Italia. I lanzichenecchi, che in maggioranza erano luterani , andarono in combattimento spinti nella loro azione anche dall'odio verso la corrotta Roma papista.
L’edificazione della loggia avviene tra il 1376 ed il 1382 ad opera di due artisti dell’epoca, Benci di Cione e Simone Talenti. La loggia viene chiamata erroneamente anche la Loggia dell’Orcagna, perché per molto tempo si era creduto che ad accompagnare il lavoro del Talenti fosse stato il fratello di Benci di Cione , Andrea di Cione Arcangelo, soprannominato Orcagna( Arcangelo in vernacolo fiorentino) il quale aveva collaborato con lo stesso Talenti durante i lavori svolti per l’opera del Duomo.
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Le antiche carceri Fiorentine (sec. XI-XV) |
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Il centro storico di Firenze è rappresentato da un dedalo di viuzze medioevali, una sorta di labirinto storico-culturale impressionante, dove ogni visitatore che ha voglia di naufragare in questo dolce mare (come direbbe il grande Leopardi) ha l’opportunità straordinaria di galleggiare beato nella celeste bruma della perfezione e grandezza dell’ingegno umano: qui l’onda gelida dell’eternità nutre silenziosa la fame di conoscenza che ogni viaggiatore si porta dentro.
In questo articolo vi farò scoprire una Firenze Segreta, che non è possibile rintracciare nelle bonarie pagine delle guide turistiche della città gigliata, né nei massicci tomi scolastici che sacrificano per ovvia necessità la microstoria.
Oggi vi farò scoprire quali erano i luoghi della giustizia fiorentina, illustrandovi le oscure segrete dove venivano rinchiusi e torturati i condannati ed infine descrivendo storie relative ad alcune famose condanne.
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Vertine: il “Borgo murato” inespugnabile |
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Cari viaggiatori, preparatevi a gustarvi un paesaggio stupefacente, quello nascosto tra le verdeggianti montagne del Chianti.
Oggi scoprirete una piccola perla medioevale, un borgo antico, dove il tempo si è fermato grazie ad un’accurata opera di protezione e conservazione da parte delle istituzioni locali e di amore per la propria tradizione dei suoi abitanti ormai in via di estinzione.
Questo “borgo murato” con il suo castello possiede una caratteristica che lo rende unico: durante tutto il millennio della sua esistenza non ha subito distruzioni nè profonde trasformazioni, situazione perfetta per il fortunato viaggiatore, che si troverà ad osservare non una fittizia ricostruzione, ma bensì una realtà medievale completamente intonsa.
Che meraviglioso spettacolo!!! Mancano solo gli abitanti vestiti con abiti dell’epoca per credere di aver fatto la fine di Benigni e Troisi nel famosissimo film “Non ci resta che piangere”, quando dopo un notturno temporale estivo si erano ritrovati improvvisamente proiettati nel 1400, quasi 1500.
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