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Scorci di Firenze

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Palazzo Vecchio e il Ritratto Nascosto Stampa E-mail

Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio

Firenze aveva bisogno di costruire un vero e proprio edificio che svolgesse la funzione di municipio dove poter far lavorare e alloggiare i priori delle Arti, carica nata nel 1282 per risolvere i gravi problemi tra magnati e popolani.

Il problema era che la costruzione proprio per svolgere la funzione di municipio doveva essere inserita in un asse urbano che le garantisse sicurezza e centralità.

La sconfitta subita dai ghibellini nel 1266 a Benevento costituì la premessa perfetta per la costruzione di quella struttura conosciuta in tutto il mondo con il nome di Palazzo Vecchio e della sua splendida piazza, Piazza della Signoria

Perché? Il perché è molto semplice; dove sorge adesso Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria, prima vi erano le abitazioni di alcune famiglie ghibelline che dopo la sconfitta, come accadeva spesso nella Toscana del tempo, venivano esiliate dalla parte avversa vincitrice ed i palazzi erano depredati delle loro ricchezze e venduti o distrutti e rasi al suolo.

 

Ed è proprio questo che accadde; nel 1298 venne ordinato di distruggere i palazzi ghibellini già abbandonati o semidistrutti, per far posto al progetto che prevedeva la realizzazione del nuovo municipio e della sua piazza. Tra i palazzi distrutti per poter costruire la Piazza della Signoria, c’erano quelli posseduti dalla famiglia degli Uberti, capitani della parte ghibellina e rappresentati storicamente dal personaggio della famiglia più acuto, più spregiudicato, Manente degli Uberti detto “Farinata” amante folle della propria città, Firenze, quella città che salverà durante la consulta di Empoli, quando dopo la gravissima sconfitta dei guelfi a Montaperti, 1260, i capi ghibellini e il re di Sicilia Manfredi si riunirono nel palazzo Guidi e decisero di distruggere per sempre Firenze e con Lei la roccaforte del guelfismo in Toscana.

Atto Vannucci nel libro “ I Primi Tempi della Libertà Fiorentina” 1861 Le Monnier scrive:

Farinata degli Uberti colla spada nuda alla mano si levò impetuosamente contro la scellerata proposta, e disse di aver combattuto per ricuperare , non per distrugger la patria dolcissima, e che quindi la difenderebbe contro tutti animosamente finchè gli bastasse la vita.

E nella Divina Commedia Dante facendo parlare proprio il Farinata nelle terzine del X Canto dell’Inferno ricorda proprio quell’avvenimento:

Ma fu' io solo, là dove sofferto


fu per ciascun di tòrre via Fiorenza,


colui che la difesi a viso aperto».

 

Fu chiamato per creare questo progetto, Arnolfo di Cambio, grandissimo architetto che tenne a battesimo le più importanti opere del Comune fiorentino del “200, fra queste il progetto della nuova Cattedrale, Santa Maria in Fiore, quello del Bargello, il campanile della Badia Fiorentina ecc.

Adesso sveliamo alcuni segreti legati agli edifici presenti in questa piazza, infatti non molti sanno che alla destra del portone d’ingresso di Palazzo Vecchio, in basso, dietro la statua di “Ercole” del Bandinelli, in una pietra c’è scolpito il volto di un uomo.

 

La leggenda racconta che il “ritratto nascosto” fu scolpito da Michelangelo Buonarroti, il quale, tutte le volte che si trovava a passare da Via della Ninna, via che passa tra Palazzo Vecchio e gli Uffizi, veniva regolarmente fermato dallo stessa persona che lo annoiava tutte le volte raccontando sempre la solita storia sui i suoi fallimenti finanziari e del credito dovuto allo stesso Buonarroti e mai pagato.

E fu proprio in una di quelle occasioni che Michelangelo, afflitto dalla noia e con gli arnesi del mestiere in mano, mentre lo scocciatore parlava, girato di spalle scolpì il suo profilo, immortalandolo per sempre nelle pietre di Palazzo Vecchio.

 

 

Autore: Gianni Mafucci

 
Firenze e la Toscana segrete, curiosità, storia, luoghi insoliti da visitare, angoli nascosti e storie poco conosciute. Articoli originali scritti e documentati, per vivere itinerari fuori dal comune in una delle città più belle al mondo e in una regione tutta da scoprire, al di là delle rotte più convenzionali.