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Firenze Segreta - Curiosità da una Città Magica
La Pieve di Gropina: Gli albori dell’Alto Medioevo Stampa E-mail

 “Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo”

Nell’articolo precedente ho descritto con cura tutto ciò che la Pieve nasconde all’interno delle sue fondamenta, ricostruendo l’origine probabile dell’edificio sacro. Tutto è nato da una visita fatta in estate all’interno degli scavi archeologici sottostanti la chiesa, che mi ha permesso di comprendere la complessa evoluzione della costruzione.

Un cammino che ci ha catapultati attraverso mille anni di storia, dalla Kropina etrusca, alla prima rifondazione romana (I sec. a.C.), fino alla realizzazione dell’edificio paleocristiano (V sec. d.C), fermandoci al secondo periodo longobardo (prima metà del IX sec. d.C).

Quanta bellezza è racchiusa all’interno e all’esterno di questa antichissima Pieve è da non credere, chiunque si recherà in questo meraviglioso luogo rimarrà inevitabilmente incantato.

Ricordo, inoltre, che questa zona offre prezzi accessibili a tutti i portafogli, cosa molto rara in Toscana, ed è estremamente vicina a molte città storiche (Firenze-Arezzo-Siena) che si possono raggiungere o mediante autostrada e superstrada, o, meglio ancora, attraverso l’antica rete viaria (come per esempio la già citata Cassia Vetus: Arezzo-Firenze) che vi farà capitare inevitabilmente in luoghi stupendi, sconosciuti alla grande massa turistica, con paesaggi incontaminati e la giusta quiete necessaria per osservare le innumerevoli meraviglie presenti.

 

Esterno dell'abside della Pieve di Gropina
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La Pieve di Gropina: tra simboli oscuri e misteriosi ritrovamenti. Stampa E-mail

Oggi riprenderemo il viaggio che ci aveva portati a scoprire l’antica rete delle pievi valdarnesi, un percorso suggestivo che ripropone a grandi linee la viabilità etrusco-romana che caratterizza la parte destra del fiume Arno, nella fattispecie, la via consolare romana denominata Cassia Vetus.

Amico viaggiatore, se ti troverai mai a passare da queste parti, rimarrai incantato dallo stupefacente paesaggio che si dipanerà davanti a te lungo il tuo cammino; ma di lontano pace dicono al cuor le tue collina con le nebbie sfumanti e il verde piano ridente nelle pioggie mattutine (G. Carducci), riproduzione fedele della secolare interazione tra abilità e saggezza toscana e la natura circostante.

A sottolineare questa speciale alchimia tra terra e uomo in Toscana rimangono le parole eterne di Curzio Malaparte:

Sarà forse che i toscani non sono come i bovi che vedono tutto in grande, ma certo che non perdono mai di vista la misura del mondo, e i rapporti palesi e segreti, fra gli uomini e la natura.

E' ora di partire per questa nuova stimolante avventura che ci condurrà alle origini della nostra cultura, visiteremo uno degli edifici più significativi della regione Toscana, la misteriosa Pieve di San Pietro a Gropina, una matrioska di antiche culture che mostra come nel passato le diversità erano considerate occasioni di apprendimento e non elementi degenerativi, come ci insegna per esempio il pragmatismo romano, l’integrazione etrusca, la cristianizzazione Longobarda, ecc.

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La Cassia Vetus : un viaggio attraverso il mistero delle antichissime pievi del Valdarno Superiore Stampa E-mail

La Cassia Vetus, conosciuta anche con il nome di Clodia, rappresentava una delle due vie consolari romane che attraversavano il Valdarno Superiore (l’altra era la Cassia Andrianea); la strada si inerpicava attraverso le colline alla destra dell’Arno e si pensa che fosse stata fatta costruire, seguendo approssimativamente l’antico tracciato etrusco, verso il II secolo a.C. da un Cassio censore (C.Cassius Longinus o L.Cassius Longinus Ravilla), come possiamo leggere nel manoscritto di epoca medioevale: De montibus porti set viis Urbis Romae.

Lo stesso Cicerone in un passo della XII, 22 Philippica, dice: < Tres viae sunt ad Mutinam...a supero mari Flaminia, ab infero Aurelia, media Cassia, Etruriam discriminant Cassia>; era, quindi, già esistente in età repubblicana una media Cassia, che faceva parte di quelle tre vie che da Roma arrivavano a Modena (l’Adriatica, l’Aurelia e la già citata Cassia di mezzo), inoltre le parole di Cicerone ci spiegano che: etruriam discriminum Cassia, cioè la Cassia Vetus divideva in due l’intera Etruria.

L’oggetto del nostro articolo non è in realtà la viabilità romana nel Valdarno Superiore, ma le vetuste costruzioni sacre che creavano quello che è stato chiamato: Il sistema delle Pievi.

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La chiesa di San Martino: “I Buonomini sono ridotti al lumicino” Stampa E-mail

Nella Firenze del 1300-1400, l’operosità dei mercanti rappresentava l’anima e soprattutto la forza della città; una vera e propria esplosione economica che aveva portato i notabili e, bada bene, non i nobili ad arricchirsi talmente tanto da poter non solo diventare i più importanti banchieri europei, ma addirittura a prestare i loro fiorini d’oro (moneta all’epoca considerata come l’euro per forza di acquisto) persino a papi e re; a volte, a dire il vero, con esiti non proprio favorevoli, visto per esempio il prestito fatto a re Edoardo III da parte della famiglia dei Bardi e dei Cerchi  per sostenere la guerra dei Cento Anni contro la Francia, somma che si aggirava intorno alla gigantesca cifra di 1.000.000 di fiorini d’oro, mai più restituiti!

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San Leo: antichi sacrifici pagani e alchimie del Conte Cagliostro Stampa E-mail

La nostra visita a San Leo prosegue, entriamo insieme in paese e continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei segreti e delle magìe di questo incantevole borgo...

 

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Firenze e la Toscana segrete, curiosità, storia, luoghi insoliti da visitare, angoli nascosti e storie poco conosciute. Articoli originali scritti e documentati, per vivere itinerari fuori dal comune in una delle città più belle al mondo e in una regione tutta da scoprire, al di là delle rotte più convenzionali.