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Monte Oliveto Maggiore: Un’Abbazia nascosta all’ombra di secolari cipressi. |
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Viaggeremo verso i paesaggi sorprendenti della Val d’Orcia, ove la mano umana ha costruito con certosina pazienza un’esaltante opera d’arte, in stretta simbiosi con la materia stessa di questa stupefacente opera, la terra. Le gentili colline arate scoprono colori vivi, armoniosi, i boschi secolari di cipressi, antiche sentinelle, guidano con il loro inebriante profumo i viaggiatori a luoghi nascosti, misteriosi, dove sogno e realtà si fondono nell’assidua volontà terrena di conoscenza, di infinita curiosità, motore essenziale per tutti coloro che amano viaggiare, apprendere, scoprire. Quindi amici, è giunta l’ora di metterci nuovamente in cammino alla meravigliosa scoperta di un luogo semplicemente da sogno, “L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore”, scrigno di antiche storie e di abbaglianti affreschi del XV-XVI secolo e di altro ancora. Suvvia partiamo senza ulteriori indugi! |
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Vertine: il “Borgo murato” inespugnabile |
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Cari viaggiatori, preparatevi a gustarvi un paesaggio stupefacente, quello nascosto tra le verdeggianti montagne del Chianti. Oggi scoprirete una piccola perla medioevale, un borgo antico, dove il tempo si è fermato grazie ad un’accurata opera di protezione e conservazione da parte delle istituzioni locali e di amore per la propria tradizione dei suoi abitanti ormai in via di estinzione. Questo “borgo murato” con il suo castello possiede una caratteristica che lo rende unico: durante tutto il millennio della sua esistenza non ha subito distruzioni nè profonde trasformazioni, situazione perfetta per il fortunato viaggiatore, che si troverà ad osservare non una fittizia ricostruzione, ma bensì una realtà medievale completamente intonsa. Che meraviglioso spettacolo!!! Mancano solo gli abitanti vestiti con abiti dell’epoca per credere di aver fatto la fine di Benigni e Troisi nel famosissimo film “Non ci resta che piangere”, quando dopo un notturno temporale estivo si erano ritrovati improvvisamente proiettati nel 1400, quasi 1500. |
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Il Battistero: storie e segreti del “…mio bel San Giovanni” |
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Come sempre Firenze riesce a proporre aneddoti misteriosi, simboli incomprensibili, nascosti, che ad una prima occhiata possono passare inosservati, come fossero bizzarrie prodotte in un tempo troppo lontano per riuscire a capirne il reale significato. Altre volte questi particolari sono così strani da sembrare semplicemente prodotti casuali (una crepa, una macchia ecc.), ma non è così. A Firenze tutto quello che riesce ad intercettare il nostro sguardo ha una sua storia una sua spiegazione , per quanto fantastica e leggendaria che sia. Quante volte, visitando Firenze siete partiti da Piazza San Giovanni e Piazza del Duomo, contenitori fortunati di due delle strutture architettoniche più studiate, ammirate e osannate al mondo: il Battistero e il Duomo (Santa Maria in Fiore), ecco, adesso cari visitatori, mettiamoci in marcia, partendo proprio da questi antichi luoghi alla ricerca di piccoli segreti racchiusi nell’antica struttura del Battistero, immortalata eternamente nelle terzine della Divina Commedia: « Non mi parean [i fori] men ampi né maggiori che que' che son nel mio bel San Giovanni, fatti per loco de' battezzatori » |
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Poggio S.Cecilia: Un borgo disabitato |
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Sono sempre stato un amante delle terme e quelle di Rapolano trovandosi vicino alle mie zone rappresentano per me una sorta di meta fissa. Antiche terme romane, divise in due stabilimenti, uno chiamato l’ “Antica Querciolaia”, l’altro “San Giovanni”; tutte e due gli stabilimenti offrono numerosi servizi per una vacanza da sogno, immersi in un paesaggio mozzafiato, tra ulivi e dolcissime colline senesi. Sono da provare, oltre le rilassanti acque solforose, i molteplici massaggi offerti all’interno dei due stabilimenti (se ne volete sapere di più consultate il Link di Rapolano Terme all’interno del nostro sito). Dallo stabilimento dell’Antica Querciolaia, stabilimento termale che si trova a poche centinaia di metri dall’inizio del paese sulla sinistra, parte una strada bianca che unisce queste antiche terme ad un paesino medioevale magico, Poggio Santa Cecilia, già detto in Ferrata. Questo piccolo borgo situato su una verdeggiante collina rappresenta una sorpresa per l’ignaro visitatore, abituato oramai a combattere con il caotico e rumoroso turismo, dove la calca la fa da padrona. Ebbene qui, in questo luogo incantato ricco di storia vi troverete davanti ad una situazione davvero molto particolare, oggi infatti Poggio Santa Cecilia è un luogo fantasma, completamente disabitato. |
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Ricostruzione storica di un assassinio - Seconda Parte |
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Leggi qui la prima parte di questa storia: Ricostruzione storica di un assassinio - Prima Parte Eravamo rimasti con la decisione da parte dei congiurati: …di fare vergogna al detto messer Bondelmonte per vendetta di quella ingiuria. Ma quale tipologia di vendetta verrà approvata? E stando a consiglio in che modo il dovessero offendere, o di batterlo o di ferirlo, il Mosca de’ Lamberti disse la mala parola < Cosa fatta capo ha >, cioè che fosse morto; e così fu fatto…. Lo stesso pseudo Brunetto(così chiamato perché si credeva che questa cronaca fosse stata scritta da Brunetto Latini, attribuita poi dagli stessi studiosi ad un anonimo scrittore di fine duecento) nella sua dettagliata cronaca riporta: …si che fue consilglato per certi Huomini, ch’a llui fosse dato d’un basstone, e altri dissero k’elli fosse fedito nella faccia: infra lli quali rispose messer Mossca di Lamberti, e disse:- Se tu batti o ffiendi, pensa prima di fare la fossa, dove tue ricoveri: ma dàllì tale che ssi paia, che cosa fatta capo à. |
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