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Vetulonia, una città fantasma, ma non troppo |
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Quante volte abbiamo sentito nelle nostre terre toscane parlare di mitologiche città, fondate in tempi antichissimi e mai più trovate? Per esempio nel Valdarno Superiore, dove vivo, si fantasticava sul luogo di fondazione della città etrusca di Biturgia, mai realmente trovato. I casi sono tanti, ma non molti quelli che si sono risolti con la scoperta reale di queste città fantasma; io invece vi racconterò proprio del ritrovamento di una leggendaria città etrusca ritenuta mitologica fino al 1887, quando alcuni studiosi riuscirono a trovare nei loro scavi le prime tracce certe dell’antico centro urbano di origine etrusca, Vetulonia. |
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Ricostruzione storica di un assassinio |
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Questo omicidio è considerato, a torto o a ragione, un evento molto importante della storia medioevale di Firenze. Fu uno degli avvenimenti che letterati e storici dell’epoca riportarono maggiormente, poiché questo assassinio avrebbe rappresentato il pretesto iniziale delle lotte tra Guelfi e Ghibellini. La discordia tra fazioni portò sangue e distruzione e sottolineò uno dei periodi più difficili della Città Gigliata, superati a stento, correndo il rischio materiale di essere completamente distrutta. Proprio questa ampia gamma di fonti storiche antiche e contemporanee ci garantiscono la possibilità di non allontanarsi troppo dall’evento tradizionalmente ritenuto attendibile. Perciò, con mia grande soddisfazione, ricostruirò il luttuoso accadimento, dalle premesse iniziali fino al fatto compiuto, lavorando, per quanto possibile, con le sole fonti storiche dando un taglio netto con la massa di romanzetti pseudo-storici che invadono le librerie. Indovinate chi è il primo che ci trasporta dentro l’oscuro evento? |
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Le Pietre del Sacro Sepolcro 2° puntata: “Lo scoppio del carro” |
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Leggi qui la prima parte di questa storia: Una chiesa antica, custode delle “Pietre del Santo Sepolcro” Quando Pazzino dei Pazzi fece ritorno dalla crociata, che aveva riportato la Città Santa nelle mani della cristianità, fu accolto con tutti gli onori dovuti ad un condottiero vittorioso. Era riuscito non solo a tornare a casa salvo, ma aveva portato con sé anche una reliquia preziosissima e un nuovo stemma che attestava la gloria guadagnata sul campo; lo stesso stemma del comandante dell’esercito crociato Goffredo IV, duca di Buillon della Bassa Lorena. La tradizione ci racconta che il comandante Goffredo di Buglione a eterno riconoscimento per essere salito per “primo” sulle mura nemiche ed aver sventolato il vessillo crociato, onorava Pazzino dei Pazzi, concedendogli il privilegio di adottare le proprie insegne, due delfini d’oro in campo azzurro con cinque croci d’oro sparse. |
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La Chiesa di Orsanmichele: “Alla ricerca delle prove dell’esistenza di un antico deposito alimentare fiorentino” |
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Come ho spiegato già in altri articoli, i fiorentini hanno l’abitudine di accorciare i nomi (perchè così si pena più poco) e il nome dato alla chiesa che tratteremo ne è il tipico esempio. Orsanmichele, una parola unica per due, inventori per natura! Così viene chiamata ormai in tutto il mondo, quella che fu la chiesa di San Michele Arcangelo. La piccola chiesa era sorta vicino ad alcuni campi coltivati ad orto, così il popolo cominciò a chiamarla San Michele in orto, e poi, grazie al loro innato dono di sintesi, Orsanmichele. La chiesa fu abbattuta su ordinanza del comune nel 1240 e solo nel 1284, nella piazza creatasi dopo la distruzione dell’edificio, si decise di creare in quello spazio una loggia che desse riparo ai mercanti di biade ed alle loro merci, durante le loro lunghe contrattazioni. |
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Santa Maria Maggiore: “La testa pietrificata” |
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Santa Maria Maggiore – Via Cerretani Firenze come sempre è un ricettacolo di occasioni, infatti, se alzi la testa e ti guardi intorno, hai sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo. A volte se sei attento o fortunato ti potresti imbattere in qualcosa di veramente particolare, ad esempio una “Testa Pietrificata”, come è possibile notare nella torre campanaria di Santa Maria Maggiore. Ebbene si, una testa pietrificata, che i fiorentini chiamano popolarmente “La Berta”. Ma come mai la “Berta” si trova pietrificata nella torre campanaria della Chiesa? Questa storia ha inizio il 16 di Settembre del 1327, tutto il popolo fiorentino si è riversato per le strade, un condannato a morte viene trasportato verso il rogo: l’afa di fine estate mescolata con la polvere alzata dalla masnada di curiosi che si accalcano per assistere allo “spettacolo” secca le gole riarse. |
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