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Scorci di Firenze

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Imbottite di bambagia di seta pura
Firenze Segreta - Curiosità da una Città Magica
Il castello di Poppi: “Un morto che resuscita” Stampa E-mail

Poppi (Arezzo)

Il castello di Poppi è sempre stato legato alle sorti di una delle più influenti famiglie toscane, che lo ha abitato per circa quattrocento anni, i “Conti Guidi”.

Il primo documento che ci da notizie certe dell’esistenza del castello è datato 1169, ma numerosi studi fanno risalire la fondazione della costruzione al periodo longobardo.

Gran parte delle opere che trasformarono il vecchio cassero in uno dei più bei castelli della Toscana, si devono al conte Simone da Battifolle, grazie alla riconquistata amicizia di Firenze.

L’amicizia con la città di Firenze se l’era giocata il conte Guido Novello fratello di Simone, a Montaperti, quando, come capitano della “Lega Ghibellina” toscana sconfisse la “Lega Guelfa”, guidata proprio dalle truppe Fiorentine, facendo una vera e propria carneficina dell’esercito avversario in rotta.

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Una chiesa antica, custode delle “Pietre del Santo Sepolcro” Stampa E-mail

Chiesa dei Santi Apostoli, Piazzetta del Limbo

Se da Ponte Vecchio avete voglia di osservare lo scorcio di una Firenze poco conosciuta, ancora intonsa, priva di quella calca che disturba il vostro quieto vivere, potete facilmente immergervi in un angolo antichissimo e silenzioso di questa città, basta seguire il percorso che vi indicherò.

Da Ponte Vecchio andate verso Via Por Santa Maria, appena attraversato la strada girate a sinistra verso Lungarno Acciaiuoli; costeggiando i palazzi, dopo 50 metri troverete un vicolo sulla destra chiamato “Chiasso del Bene”, dove potete ammirare in piena tranquillità una visuale architettonica sorprendente, una piazzetta invasa dall’abside e dalla torre campanaria di una delle più antiche chiese romaniche di Firenze.

Fu proprio questo edificio che ispirò Brunelleschi nel progetto di San Lorenzo e di Santo Spirito.

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“Il palazzo dei Visacci” e la misteriosa lapide Stampa E-mail


Borgo Albizi

Al numero 18 di Borgo Albizi, si erge un magnifico palazzo inizialmente appartenuto alla famiglia degli Albizi poi ai Valori, ai Guicciardi e infine agli Altoviti, chiamato dai fiorentini il “Palazzo dei Visacci”. Il palazzo era così chiamato perchè nella facciata vi erano state scolpite con il metodo dello schiacciato 15 personaggi illustri di Firenze, sottoforma di erme.

L'erma è un pilastrino di sezione quadrangolare, sormontato da una testa scolpita a tutto tondo, che nell'antica Grecia, raffigurava Ermes. Il palazzo oggi denominato Valori-Altoviti, assunse l’attuale conformazione, grazie ai lavori voluti da Baccio Valori, il quale tra le altre cose commissionò tutte l’erme presenti allo sculture Giovan Battista Caccini.

Baccio Valori fu un letterato, umanista, politico e mecenate, scelse personaggi per molti sconosciuti come rappresentanti illustri di Firenze, cercandoli in quel mondo culturale non accessibile ai più e per questo non capito dagli stessi cittadini fiorentini che a spregio e soprattutto per ignoranza chiamarono sempre quel palazzo, “Il Palazzo dei Visacci”.

 

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Palazzo Vecchio e il Ritratto Nascosto Stampa E-mail

Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio

Firenze aveva bisogno di costruire un vero e proprio edificio che svolgesse la funzione di municipio dove poter far lavorare e alloggiare i priori delle Arti, carica nata nel 1282 per risolvere i gravi problemi tra magnati e popolani.

Il problema era che la costruzione proprio per svolgere la funzione di municipio doveva essere inserita in un asse urbano che le garantisse sicurezza e centralità.

La sconfitta subita dai ghibellini nel 1266 a Benevento costituì la premessa perfetta per la costruzione di quella struttura conosciuta in tutto il mondo con il nome di Palazzo Vecchio e della sua splendida piazza, Piazza della Signoria

Perché? Il perché è molto semplice; dove sorge adesso Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria, prima vi erano le abitazioni di alcune famiglie ghibelline che dopo la sconfitta, come accadeva spesso nella Toscana del tempo, venivano esiliate dalla parte avversa vincitrice ed i palazzi erano depredati delle loro ricchezze e venduti o distrutti e rasi al suolo.

 

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Il Duca di Atene, fuga di mezzanotte Stampa E-mail

Via della Ninna - Piazza della Signoria

Ci troviamo in via della Ninna, stradina che attraversa uno degli scenari architettonici più incredibili al mondo, circondata come è dal Palazzo Vecchio, dagli Uffizi e dalla Piazza della Signoria; si è trovata spesso al centro di avvenimenti molto interessanti e rappresenta una meta divertente per alleggerire le troppe nozioni di storia fiorentina che avete sicuramente intenzione di apprendere, un diversivo ironico, che racconta in realtà un avvenimento che i cittadini di Firenze non amano molto ricordare.

Erano appena terminate le guerre tra guelfi e ghibellini, con la sconfitta di questi ultimi nella battaglia campale di Campaldino nel 1289, che si riaccendevano le lotte di fazione, questa volta tra guelfi bianchi e guelfi neri.

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